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venerdì 10 febbraio 2012
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Archeologia e villaggi nuragici

nuraghe Nel VI secolo a.C., dopo oltre 1300 anni di indiscusso dominio dell'isola, le popolazioni nuragiche dovettero ripiegare nelle zone interne. I Cartaginesi, accorsi in aiuto dei fenici, diedero il via all'occupazione militare, fermandosi tuttavia sui bastioni naturali delle montagne sarde.

Fino a tale periodo, la civiltà nuragica, aveva conosciuto solo fasi di crescita e tra il 1200 e il 500 a.C., si può riscontrare la presenza di una casta politica e l'esistenza di diverse classi sociali; in quel periodo si ebbe inoltre la massima espressione dell'arte nuragica. Al rafforzamento delle mura dei nuraghi a scopo protettivo, iniziato intorno all'VIII secolo a.C., coincisero la messa in opera dei pozzi sacri più articolati e di fine architettura, come il pozzo sacro di Sa Sedda 'e Sos Carros o la fonte sacra di Su Tempiesu. Aumentò anche la produzione dei famosi bronzetti sardi, usati rigorosamente a valenza religiosa in templi, nuraghi o in pozzi sacri.

Il V secolo a.C. segna invece il periodo di declino della società nuragica, l'inizio della guerra contro i Cartaginesi prima e i Romani poi; si tolse a queste genti la libertà che aveva consentito la piena espressione culturale, sociale e artistica nei secoli precedenti. Comparvero nuraghi sotterranei o comunque mimetizzati, dai quali i guerriglieri si lanciavano all'attacco, a questa tipologia sembra appartenere l'inaccessibile villaggio di Tiscali.

Citando Giovanni Lilliu, uno dei più grandi studiosi del nostro secolo della civiltà nuragica, la ricerca nelle zone interne dell'isola non è stata ancora condotta al punto da dare un chiaro quadro dell'antica civiltà durante il dominio cartaginese.

I villaggi nuragici


[caption id="attachment_3331" align="alignleft" width="266" caption="Nuraghe"]Nuraghe[/caption]

Il nuraghe inteso come singola torre o fortezza non è l'unica struttura nuragica, esistono diversi arcaici agglomerati urbani costituiti da capanne circolari in pietra con vie, isolati, a volte lastricati. Questi agglomerati sono considerati perlopiù residenze dei sudditi, pertinenza delle torri centrali abitate dai principi (o Re Pastori).

Il villaggio nuragico Madau


Uscendo da Fonni in direzione Pratobello s'incontra il villaggio nuragico di Madau. E' un enorme villaggio organizzato in circa cento capanne e un nuraghe, sono presenti anche quattro tombe dei giganti, delle quali una è considerata tra le più belle dell'isola.

Il villaggio nuragico di Serra Orrios


Da Nuoro si prosegue sulla SS. 129 in direzione Orosei, poi si svolta allo svincolo per Dorgali e nella strada si trova ben segnalato il villaggio di Serra Orrios. E un villaggio formato da oltre cinquanta capanne con pavimento lastricato, da un paio di capanne adibite a luogo di culto, di cui una in ottimo stato di conservazione. Caratteristica di questo villaggio è la presenza di un pozzo per l'approvvigionamento d'acqua, utilizzato in comune tra gli abitanti.

Il villaggio di Tiscali


[caption id="attachment_3232" align="alignleft" width="266" caption="Il villaggio nuragico di Tiscali"]Il villaggio nuragico di Tiscali[/caption]

E' probabilmente il sito archeologico più famoso della Sardegna, meritevole di aver prestato il suo nome al provider internet, Tiscali appunto, conosciuto in tutto il pianeta. Attraversando la valle del Lanaittu si arriva, tenendo sempre la sinistra, ai piedi del monte Tiscali. L'arrampicata fino al villaggio di Tiscali è uno dei percorsi preferiti dai turisti, infatti è un occasione fantastica per fare una "full immersion" di natura incontaminata e paesaggi spettacolari.

Si percorrono i vecchi sentieri dei carbonai, ci s'inerpica per pendenze al limite del percorribile, poco prima di arrivare al villaggio si passa attraverso una fenditura nella roccia alta e profonda diversi metri ma larga poco più di uno, rendendo il passaggio angusto anche ad una sola persona. Esiste una via più semplice salendo dal versante di Dorgali (il monte si trova a metà tra questo comune e quello di Oliena) che però pecca di spettacolarità. Il villaggio si trova all'interno di una dolina di crollo, formatasi in seguito allo sprofondamento del soffitto di una grotta carsica.

Un enorme frammento della volta si è conficcato verticalmente nel terreno assumendo l'aspetto di un Menhir, le circa cinquanta capanne sono state costruite pressappoco a semicerchio intorno a questo, addossate alle pareti dell'antro. Si presuppone sia nato sul finire della civiltà nuragica o durante il dominio dell'impero romano, data la posizione strategica che rendeva il villaggio invisibile e imprendibile. Tuttavia non è stata ancora effettuata una campagna di scavi abbastanza accurata da poter chiarire molti misteri riguardo al sito.

[caption id="attachment_3227" align="alignleft" width="201" caption="Dorgali gola di gorroppu"]Dorgali gola di gorroppu[/caption]

E' praticamente imperativo usufruire delle visite guidate per salire a Tiscali, in primo luogo rischiate di fare il tragitto senza afferrare le peculiarità di quello che vi circonda, in secondo luogo è facilissimo perdersi. E' necessario anche un vestiario adatto con scarpe chiuse e robuste, poco prima della cima gli agenti atmosferici hanno trasformato la roccia in un tappeto di lame affilate. Se fate l'escursione in una giornata calda non dimenticate di portare almeno due litri d'acqua per persona.

Complesso nuragico di Sa Sedda 'e Sos Carros


Si arriva seguendo le stesse indicazioni per Tiscali fino a un bivio sulla destra che segnala il villaggio. E' stato sepolto nell'antichità da una frana e la parte riportata alla luce, è un'incantevole complesso formato da diversi nuraghi poco distanti da una delle più belle fonti nuragiche mai scoperte. Un sistema incanalava l'acqua in un circuito che la distribuiva in alcune teste d'ariete scolpite e forate che a loro volta, la facevano zampillare in una vasca circolare con sedili. Dai rilevamenti eseguiti ci si aspetta che al di sotto del terreno franato, ci siano oltre un centinaio di capanne.

La fonte sacra di "Su Tempiesu"


Si trova nella strada che collega Orune a Bitti. Opera architettonica di estremo valore dell'età nuragica, il tempio a pozzo di Su Tempiesu, fu scoperto intorno agli anni '50. La sua facciata si è mantenuta in un esemplare stato di conservazione e nella sua sommità vi erano saldate, come decorazione, 20 spade in bronzo.

Il Nuraghe Mannu


Poco distante dal centro abitato di Cala Gonone, lungo la serpeggiante strada d'accesso, si trova sulla destra uno svincolo che conduce a Nuraghe Mannu. E' un massiccio villaggio a picco sul mare da cui si gode una fantastica vista sul golfo di Orosei, a dispetto del suo nome (trad. Il grande nuraghe) il nuraghe è di modeste dimensioni. Le campagne di scavi, compiute perlopiù negli anni novanta, hanno evidenziato come il sito sia stato utilizzato per un periodo di tempo eccezionale, ossia dal XV sec. a.C. al IV sec. d.C. circa, praticamente fino alla fine della dominazione romana.

E' un sito di notevole importanza che ha aiutato a scoprire il rapporto tra le antiche genti sarde e il mare, tuttavia gran parte delle sue pietre furono riutilizzate dai romani prima e dagli abitanti del luogo fino a quasi tutto il XIX secolo, spogliando il villaggio del suo antico splendore che ha portato alcuni archeologi a definirlo una vera e propria città.
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