Cagliari vanta una storia plurimillenaria che ha lasciato i suoi segni e le sue tracce nell'intera città. Queste ultime sono abbastanza visibili e altrettanto importanti, dal momento che attestano la presenza di diverse
popolazioni che hanno colonizzato e vissuto in città nel corso della storia.
Fenici, Vandali, Bizantini, Pisani, Genovesi, Aragonesi e Catalani, Spagnoli e Piemontesi hanno lasciato le loro tracce lungo le strade, negli edifici della città e nel linguaggio comune usato dagli stessi abitanti di Cagliari. I più antichi fondatori di
Cagliari furono i
Fenici, i quali battezzarono la città con il nome di Karalis o Karales, un luogo meraviglioso dal mare incantevole e dai paesaggi indimenticabili che si estendono da oriente a occidente, dal
Capo di S. Elia alla
spiaggia di Giorgino, da
Quartu S. Elena alla costa orientale di
Pula. In seguito alla dominazione Cartaginese, inoltre, Cagliari cominciò a divenire un importante centro marittimo e commerciale.

La
storia di Cagliari iniziò diversi millenni fa, durante l'Era del Neolitico, esattamente con i primi insediamenti umani nelle aree di
S. Elia e
di S. Bartolomeo. Nei secoli successivi, i Fenici fondarono la città vera e propria, fornita di un porto emporio e di alcune necropoli. Ma furono i Romani a costruire il primo municipium tra il quartiere odierno di
Stampace e il mare, sede di costruzioni e infrastrutture di notevole importanza.
Successivamente al crollo dell'impero bizantino una serie di diverse popolazioni si stabilirono in città, in particolar modo dalla sua zona "cristiana" a
S. Saturno, sino alla laguna di G. Gilla, verso oriente.
Nell'XI secolo la città divenne capitale dell'omonimo "
Giudicato", la sede dei "giudici", prima di passare al potere dei Pisani, e vennero costruiti diversi edifici e infrastrutture adibite ad uso sia religioso che civile, quali, ad esempio, la sede vescovile e il porto interno. Esattamente nel 1257, i
Pisani distrussero l'originale cittadina lagunare e crearono una città tipicamente medioevale caratterizzata dall'area del
Castello (Castrum Calaris) e i suoi dintorni (gli attuali quartieri di
Marina,
Stampace e
Villanova), oggi considerati come il nucleo più espressivo della cittadina storica. Così
Cagliari diventò, con il tempo, una delle città più importanti del mar Maditerraneo, sviluppando anche una vivace fioritura artistica.

Durante il
Medioevo, alcuni mercanti e anche gli Ordini Mendicanti dei Francescani, Domenicani e Agostiniani si insediarono nella città, favorendo lo sviluppo urbano ai margini del centro abitato dei quartieri
Castello e
Marina. Ma solamente alcuni anni dopo, i
Catalani e gli Aragonesi conquistarono Cagliari e fecero nascere il nuovo quartiere di
Bonaria, all'interno del quale fecero erigere un importante santuario in stile gotico-catalano.
Nel 1324, il
sovrano aragonese Pietro I diede ordine che venisse costruito un grande Parlamento in città, facendo della stessa Cagliari, conosciuta come
Caller, una vera e propria colonia spagnola sia culturalmente che linguisticamente sino all'inizio del XVIII secolo.
In seguito alla dominazione spagnola, la Sardegna e la sua capitale attraversarono un periodo particolarmente difficile; infatti, nel 1720 Cagliari passò nelle mani della corona austriaca, la quale nominò il Duca di Savoia "
Re di Sardegna".

Quest'ultimo incominciò a governare in tutta l'isola seguito dai suoi successori sino al 1794, anno in cui la famiglia reale fu espulsa dalla
Sardegna e il vicerè assassinato in seguito alle terribili rivolte che scoppiarono tra
Sardi e Piemontesi dopo la Rivoluzione Francese del 1789.
Durante il XIX secolo la popolazione sarda comiciò a moltiplicarsi, passando da 30.000 a 53.000 abitanti nel 1901. E' il momento delle grandi opere pubbliche, come i mercati, il municipio, palazzi, la sistemazione del
Bastione di Saint Remy e nuove reti idriche che trasformarono completamente la città in una vera e priopria leadership sarda. Durante il Fascismo, nel 1930, Cagliari contava una popolazione di circa 100.000 abitanti, considerando anche i suoi centri limitrofi di
Selargius,
Monserrato,
Quartucciu,
Pirri ed
Elmas.
Durante la Seconda Guerra Mondiale i bombardamenti causarono la perdita di insigni monumenti e di abitazioni, interessando tutto il tessuto urbano. Solo dopo alcuni anni, nel 1948, appena dopo la fine della guerra, Cagliari ottenne il titolo di Capitale della Regione Autonoma della Sardegna.