
La frastagliata
costa gallurese è ricca di piccole insenature, che tecnicamente vengo dette
Rias. Una Ria è una valle scavata da un fiume e successivamente invasa dal mare, ovviamente in ere molto remote. Una di queste Ria è il
Golfo di Arzachena, all'interno del quale si sviluppò un discreto borgo di pescatori. La baia consentiva anche un riparo sicuro contro le avverse condizioni del mare, motivo per cui era una delle importanti teste di ponte tra la Sardegna e le isole dell'arcipelago de
La Maddalena. Il piccolo sobborgo divenne presto un paesino, conosciuto con il nome di
Cannigione.
Il porto e le spiagge
Il centro è attualmente una frazione di
Arzachena, che si è incredibilmente sviluppata solo negli ultimi decenni, grazie al boom turistico della
costa orientale gallurese ed al suo porto turistico. Quest'ultimo era particolarmente rinomato per la sua strepitosa funzionalità ed organizzazione, oltre che alla storica sicurezza delle sue acque.

Fanno capo al piccolo villaggio diverse spiagge, ubicate tra il golfo delle
Saline e quello di
Arzachena. La
Spiaggia delle Saline è divisa a metà tra i comuni di Arzachena e
Palau, alle sue spalle si trova un enorme radura, l'antica salina, che trasforma il paesaggio in un'area quasi lunare. La
Spiaggia di Mannena, si trova davanti al grande parcheggio che si apre sulla destra, dirigendosi da Palau a Cannigione. Negli ultimi anni si è iniziato a chiamare l'arenile
Barca Bruciata, che in realtà si trova poco più a sud nei pressi della punta omonima. Nei pressi del campeggio si trova la spiaggia di
Isuledda, ultima spiaggia del borgo, anche se esistono altre piccole insenature difficilmente individuabili, alle quali si può arrivare se si ha la pazienza di chiedere ai cortesi abitanti. Il centro è diventato anche un'importante centro logistico per le
escursioni sottomarine, con numerosi e professionali diving center. Sono di particolare interesse le visite nei banchi di posidonie, elementi fondamentali del habitat marino. Queste piante vengono volgarmente chiamate alghe, tristemente famose per via degli enormi banchi dei loro
rami che si accumulano lungo le rive. In realtà questi vegetali sono delle piante superiori, che svolgono la fondamentale funzione di ossigenare l'acqua, esattamente come le piante terrestri fanno con l'atmosfera. All'interno delle vaste praterie di posidonie, si annidano una miriade di animali marini, che qui trovano riparo e cibo.
I dintorni

Esattamente in fondo al Golfo ed adiacente a
Cannigione, si apre un discreto
stagno, nato grazie alla confluenza dei numerosi corsi d'acqua lungo la vallata. Questi ruscelli si raccolgono in due rii leggermente più grandi, che a loro volta s'impaludano prima del loro sbocco a mare, allargandosi nella piccola piana. La profonda sagoma della baia e la forza del grecale (che spira appunto da nord-est) hanno lentamente formato quello sbarramento di sabbia che ha reso possibile la nascita del sistema di stagni, attorno al quale nacque il borgo primigenio di pescatori. Anche numerose specie di
uccelli palustri hanno approfittato dello splendido habitat, ricchissimo di pesce e di vegetazione adatta alla loro alimentazione. Le specie più comuni sono la candida garzetta, l'airone cenerino, i germani reali, le folaghe le gallinelle d'acqua ed a volte i fenicotteri rosa. Nel folto cannetto, praticamente invisibile, si cela anche il
pollo sultano. Questo criptico animale è facile da riconoscere per le sue discrete dimensioni (più o meno come un pollo), per via del suo piumaggio blu porpora scuro con riflessi turchesi (color melanzana per intenderci), oltre che per via delle sue lunghe zampe rosse. La
Sardegna è l'unico luogo d'
Italia in cui questo uccello sopravvive, indice della purezza e della tranquillità degli stagni isolani. La
vegetazione intorno all'acquitrino è ben distinta nel settore alla foce ed in quello interno. Il vento non causa solo un notevole accumulo di detriti, ma spinge anche l'acqua salata per un buon tratto della foce. Questa peculiarità permette solo la sopravvivenza di piante in grado di tollerare un elevato tasso di salinità nell'acqua, proprio come la salicornia, signora incontrastata dell'insenatura. I suoi tipici
cespugli carnosi, durante l0'estate assumono una colorazione rossastra, producendo uno straordinario effetto scenico durante le prime ore dell'alba.

Al disopra di questi incantati paesaggi si erge la
Punta Occhione, raggiungibile dallo svincolo che si apre poco a nord del paese. Attraversando questo tratto di macchia mediterranea ed incantevoli sculture granitiche, si può arrivare fino ad
Arzachena. La
macchia mediterranea presente in questi area è quella più tipica delle aree costiere, con la massiccia presenza del ginepro e del lentisco, localmente chiamato chessa. Un vero è proprio tappeto verde è formato dal cisto, pianta famosa perché possiede dei semi che riescono a sopravvivere al fuoco. In questo ambiente arido regnano diverse specie di
rettili, fortemente cacciate dai
gheppi, dei piccoli falchi praticamente onnipresenti nell'isola. La cima di Punta Occhione è molto famosa per lo splendido panorama che si gode su tutto il Golfo di Arzachena, da
Capo Ferro fino alla
Roccia dell'Orso, antico punto di riferimenti per i navigatori del Mediterraneo.