
Anche l'area più
meridionale dell'Ogliastra è particolarmente ricca di paesini molto suggestivi come
Gairo,
Loceri, Osini, Ulassai, Jerzu, Ussassai, Cardedu, Tertenia e Perdasdefogu.
Gairo, il cui vecchio nome etrusco era Xaire, dalla traduzione imprecisata, si trova in una posizione geologica molto interessante, in quanto sede di antiche
frane del Quaternario, tuttora in movimento. L'abitato di Gairo Vecchio fu colpito da diverse
alluvioni, tra le quali la più drammatica risale al 1951, e così la popolazione si trovò costretta a trasferirsi in un nuovo borgo più a monte, con il nome di
Gairo Sant'Elena. Il nuovo paese conta, oggi, quasi 2.000 abitanti e possiede un territorio di circa 80 Kmq, dove si vive soprattutto di
pastorizia.
Un tempo la sua zona era ricchissima di boschi di lecci, ma purtroppo vasti incendi hanno impoverito e denudato gran parte dei suoi antichi paesaggi, compreso il bellissimo
torrione calcareo di Perda Liana, alto 1.293 metri, dal quale si può ammirare una vista molto suggestiva. Una volta erano tanti i
mufloni e gli
uccelli di rapina che nidificavano sul monte.
Sono anche tante le testimonianze di una lontana frequentazione di comunità neolitiche, soprattutto nell'area nuragica di Serbissi e in quella archeologica di Perdu Isu, mentre dei resti appartenenti all'età del Bronzo sono stati ritrovati ai piedi del bastione roccioso di
Taquisara.
Gairo una località bellissima anche la sua marina, ricca di spiagge dalla sabbia finissima e dal mare cristallino, e per le sue grotte, tra le quali Sa Rutta e Su Marmu sono sicuramente le più famose.
Loceri, il cui popolo, i Luceri, era conosciuto già dall'epoca della fondazione di Roma, oltre a conservare alcuni importanti
reperti nuragici, è diventato famoso in Sardegna in seguito al ritrovamento, nelle sue campagne, di circa
600 antiche monete romane. Esso conta appena 1.500 abitanti ed è circondato da una fittissima vegetazione di oliveti e vigneti.
Inoltre, è ricco di importanti
reperti archeologici, come le
Domus de Janas di Sa Mardona e i nuraghi
Cea e Su Nuragi. Sono molto caratteristiche anche le chiesette campestri, come quella di S. Bachisio, del XVII secolo, e quella del Sacro Cuore, situata lungo la strada per
Lanusei. Tra le più importanti attività di Loceri occupa un posto rilevante l'artigianato: sono fantastiche sia le ceramiche locali sia i ricami a mano e i lavori all'uncinetto.
Il piccolo borgo di
Osini, a sua volta, è di chiara provenienza etrusca, come testimonia il suo antico nome Osinos, ovvero "
nuovo villaggio". Circondato anch'esso da vari nuraghi, come quello di Serbissi, possiede, nei suoi dintorni, le splendide ed interessanti
grotte di Ciarmidda, Lioni ed Orroli, all'interno delle quali i Romani tenevano prigionieri gli indigeni.

Il centro di
Ulassai, invece, si affaccia sulla valle del
Rio Pardu, a 720 m. di altitudine, e conta poco più di 2.000 abitanti. Esso venne insediato da alcune popolazioni greche, le quali gli diedero l'appellativo originale di
Kelastros, cioè "
agrifoglio", pianta molto comune nella zona. Racchiuso da rocce e guglie che favoriscono il fenomeno dell'eco, l'area può vantare la presenza di due splendide
grotte tutte da visitare, come quella di
Su Marmuri, lunga 1.000 metri e larga tra i 30 e i 50 m., e quella di
Lianas, tra le più grandi ed imponenti della
Sardegna.
Inoltre, sono stupende le
cascate che nei periodi di grande piovosità risultano ancora più affascinanti, chiamate
Le Quarci e Lecorci. Sono molto belli anche i nuraghi presenti in zona, come quelli di Trucculu, Ibba de Su Accili e Pranu, appartenenti al II Millennio a.C.
Il paese di
Jerzu, come si è accennato, è noto come la "
città del vino", quindi molto famoso per i suoi vigneti ma anche per i particolarissimi tacchi, caratteristiche montagne a forma di torre ed habitat naturale di diverse specie faunistiche, tra cui
cinghiali e
aquile reali. Il paese, infatti, sorge a circa 500 m. sul livello del mare ed è circondato dai tacchi calcarei di
Porcu 'e Ludu e
Triscu.
Il centro abitato appare come un'ampia terrazza che guarda sul mare e si avvicina, con le sue propaggini, alla zona di
Pelau, ove sono collocati gli impianti a vigneto del
Cannonau. Il suo territorio è assai ricco di siti archeologici, come la necropoli del
Monte Corongiu, con tombe di origine punica, e circa 30 nuraghi che circondano il paese. Oggi, Jerzu è un centro che tiene molto a salvaguardare il proprio patrimonio ambientale ed ha istituito un
Museo Naturalistico e Ambientale sito a circa 5 Km dalla S.S. 131, presso il passo di Genna 'E Cresia.
A breve distanza,
Ussassai, il borgo più piccolo d'Ogliastra, conta poco meno di 900 abitanti su 48 Kmq di territorio. Esso possiede vari complessi nuragici, tra cui spicca il
nuraghe Nuraxi, le torri megalitiche di
Taccu Addai e
Pistolurci e le Domus de Janas di
Cost'er Gianas,
Aurraci, Orgìa e
Perdobia. Inoltre, sono bellissime da visitare anche le sue aree montane, come
Tacchixeddu,
Taccu Mannu e
Sa Bucca 'e Boboi, di grande interesse geologico, faunistico e floristico. L'economia del paese è basata fondamentalmente sulla pastorizia degli ovini e caprini e sulla agricoltura, la quale si occupa soprattutto della coltivazione delle ottime
mele a "guancia rossa", dal gusto dolce e delicato.
Poco più a sud, verso la costa, si trova
Cardedu, comune agricolo di recentissima istituzione, in quanto la sua popolazione fu costretta a trasferirsi in altre zone, in seguito alla grande alluvione del 1951. Divenne dapprima frazione di Gairo e, solo nel 1984 comuna autonomo. Il paese conta circa 1.450 abitanti e si estende su di un territorio di circa 2.000 ettari, ricchi di
vegetazione mediterranea e di boschi secolari che circondano l'imponente
Monte Ferru, di 875 metri.
Il mare di Cardedu ha un fondo sabbioso e un litorale ricco di piccole
insenature e
calette incantevoli, particolarmente incontaminate e selvagge. L'agricoltura è il settore principale della sua economia, grazie anche ai suoi terreni molto fertili. Cardedu possiede anche dei beni archeologici molto importanti come nuraghi, domus de janas e un bellissimo
pozzo sacro, chiamato Su Presoneddu.
Procedendo verso meridione lungo l'
Orientale Sarda 125, si giungerà, poi, a
Tertenia, altro centro di origine greca. Sorge nella valle compresa tra il
Monte Ferru e
il Monte Arbu, a soli 100 Km da Cagliari. Il suo è un territorio vario, aspro e frastagliato, ricco di corsi d'acqua. E' rilevante, nei pressi della località di San Giovanni di Sarrala, sulla costa, la presenza del bel
nuraghe Su Concali, mentre verso l'interno si potranno visitare i fantastici boschi di Su Crabiolu e Su Fustiraxili, ricoperti da una macchia rigogliosissima.
[caption id="attachment_5418" align="alignleft" width="266" caption="Barisardo spiaggia - Ogliastra"]

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Il paese, in passato, si distingueva soprattutto per la sua produzione mineraria: erano infatti note le
miniere di
Bau Arena,
Sarrala e Barisoni-Porto Santoru. A tuttoggi, Tertenia cerca di valorizzare al massimo le proprie bellezze paesaggistiche e naturalistiche sia montane che costiere, visitate ormai ogni anno da centinaia di
turisti. Inoltre, sono molto caratteristici i siti archeologici che si trovano nei suoi pressi: sono stupendi i nuraghi Nastasi, Longu e Aleri e le grandi e numerose domus de janas.
Infine, non si può certo dimenticare il piccolo ma interessante paese di
Perdasdefogu, il cui nome, formato dai vocaboli "perdas" e fogu", pietre e fuoco, ha sicuramente delle origini latine. Il suo nome deriva dal fatto che il suo territorio circostante è particolarmente ricco di
antracite,
litantrace e pietre di silice (quelle con cui gli uomini primitivi accendevano il fuoco), nonché di giacimenti carboniferi che vennero sfruttati maggiormente tra la fine dell'800 e l'inizio del '900.
Il suo territorio, inoltre, è ricco di moltissimi paesaggi montani e di grotte naturali fantastiche, tra le quali bisogna ricordare quelle di
Sungurtidorgia e
Sungurtidorgedda, lunghe circa 20 metri e considerate come le cavità carsiche più interessanti d'Europa. In particolare, poi, la zona è molto interessante dal punto di vista geologico e botanico: nella zona di
Cardiga, infatti, sono ancora oggi visibili ad occhio nudo i resti di alcuni fossili preistorici come i mummuliti, individuati e studiati attentamente dal generale Alberto Lamarmora nell'800.