Domusnovas. Una discesa in grotta, Sa Fossa De Su Fenu Trainu

Una discesa in grotta

24 gennaio 2010 Domusnovas

sala della fossa di: su Fenu TrainuFrancesco Paolo doveva passare a prendermi verso le sette del mattino per andare alla Fossa de Su Fenu Trainu e, visto che ormai è accaduto più o meno a tutti, anche a me la sveglia del telefonino doveva giocarmi il brutto scherzo di non avvisare!!! Così mi sono ritrovato alle 7 meno 10 ancora a letto destato dai rumori di mia madre che si preparava per andare in chiesa; da quel momento mi sorgeva un dubbio o io ero paurosamente in ritardo o la messa questa volta la facevano alle 6.00 del mattino!!! Per fortuna la borsa e l’immancabile attrezzatura fotografica era già pronta..peccato che dovevo solo preparare tutto il cibo, lavarmi vestirmi…e connettermi col pianeta terra!!!

Alle 7.10 ero già pronto e dopo pochi minuti arrivano Francesco col suo fuoristrada e Giacomo. La macchina era già bella carica e ogni volta ciò che porto mi dà la sensazione che sia troppo e quasi inutile. Ci sbrighiamo ad arrivare in sede dove già ci aspettavano tutti gli altri: Giulia, Mario, Giorgio C., Carlo e Alessio. Partiamo quindi con i fuoristrada di Alessio e Francesco, e dopo una breve colazione da Mariuccia ci dirigiamo verso Domusnovas.

Nel percorso verso la grotta cominciavano ad entrare in conflitto di interessi i vaghi ricordi di Francesco, la cartina di Giacomo e le cazzate del GPS (inventava o faceva sparire i percorsi a suo piacimento). Alla fine si rivelo più affidabile il buono e vecchio metodo della cartina scaricata dal pc!! La strada si faceva sempre più dissestata e i rovi chiudevano sempre di più la nostra strada e pensavamo a quanto dolore provava Alessio nel sentire il dolce stridio delle spine sulla carrozzeria del suo metallizzato fuoristrada!!!

Ingresso del pozzo da 160 metri della grotta de su Fenu Trainu

Ingresso del pozzo da 160 metri della grotta de su Fenu Trainu

Arrivati alla meta dopo qualche incertezza ci hanno raggiunto anche Marco F. e Giorgio R. col suo fuoristrada, non avevano però intenzione di entrare in grotta ma solo aiutarci a trovarla; e anche in questo ci siamo difesi bene…..sembrava che giocassimo alla caccia la tesoro!!! Finché Giorgio R. trovò l’ingresso. Ed ecco sa Fossa de su Fenu Trainu.

Ad Alessio il compito di armare e a Giacomo di dargli assistenza, erano già le 11 passate e noi nel frattempo pensiamo bene di preparare un po di legna vicino all’ingresso, così il primo che sarebbe riuscito la sera avrebbe preparato il fuoco per tutti.

speleologo alla grotta di su Fenu Trainu

speleologo alla grotta di su Fenu Trainu

Il terzo a scendere ero proprio io, a parte la curiosità, volevo avere più tempo da dedicare alla fotografia all’interno delle sale e decisi di accendere i led per tutta la progressione e solo giù la fiamma a carburo. Per fortuna il mio ingresso stavolta è stato decente , calandomi lungo il pozzo sentivo un’odore di “armadio chiuso da tempo” forse emanato dall’erbetta che tappezzava la parete interna per almeno una decina di metri sotto.

Dopo 3 frazionamenti arrivo al primo pianerottolo e da là comincia a venirmi il dubbio che la grotta non fosse proprio asciutta; a causa delle forti piogge degli ultimi giorni c’era un forte stillicidio.

frazionamento in grotta (Fenu Trainu Domusnovas)

frazionamento in grotta (Fenu Trainu Domusnovas)

Dopo di me arrivano anche Giulia e Mario. Giacomo mi da il “libera“ per scendere dal pianerottolo ma poco prima di arrivare al primo frazionamento mi dice di attendere!! rimasi appeso là circa 20 interminabili minuti. Stare fermo per me non è proprio il massimo, sentivo gli altri che nel pianerottolo ridevamo e scherzavano ed io là appeso…solo…in cerca di un pipistrello sfigato con cui fare quattro chiacchere o giocare a zacca e poni… e cominciavano a divagare nella mia mente degli strani pensieri….. del tipo: e se mi scappa che faccio? Risalgo?

Ma da qui a fare un cambio attrezzi……buonanotte!!! farla addosso non se ne parla!!! insomma…era meglio pensare altro!! Mi rincuorava osservare una splendida colata bianca che si intravedeva fra due pareti e osservavo il frazionamento davanti a me e ragionavo su quanto la mia vita dipendeva da loro.

grotta di su Fenu Trainu

vele e colonna a su Fenu Trainu

In basso intravedevo una strettoia colorata di bianco, ma non vedevo le loro luci e non sentivo le loro voci…ogni tanto mi sorgeva anche il dubbio che non mi avessero dato l’ok e non l’avevo sentito. Arrivato il “libera” scesi e superati 2 frazionamenti lo stillicidio diventò una vera e propria pioggia, mi misi al riparo dall’acqua ad un lato in una spaccatura e capii per quale motivo Alessio e Giacomo ci misero tanto tempo a farmi scendere. Non era molto chiara la strada da fare…ma da dove stavo capivo che ero in una grotta davvero diversa dalle altre, particolare per le sue concrezioni bianche a forma di palle di gelato e poco depredata dai vandali.

Nel frattempo arrivò anche Giulia, che a causa della doccia in discesa cominciava a soffrire il freddo. Ora mancava solo da fare un piccolo traverso obliquo aiutati per sicura dal discensore ma che andava praticamente fatta in arrampicata per evitare di finire nella parte più profonda della grotta da dove era complicato uscire. La corda era armata su due cordini messi ad anello su delle concrezioni. Pian piano arrivarono tutti e dà lì in poi era tutta una meravigliosa scoperta.

Fenu Trainu vaschette

Fenu Trainu vaschette

Il pavimento pieno di vaschette piene d’acqua..e andando sulla destra e poi svoltando a sinistra un’altra sala ancora più bella ..tutt’attorno le pareti erano ricche di eccentriche di vecchia formazione ma fantastiche ed al centro una grossa stalagmite tempestata da tanti piccoli aghi di calcite.

sala de su Fenu Trainu

sala de su Fenu Trainu

Più avanti la parete era quasi spoglia ed in basso c’era un passaggio di circa un metro che via via si abbassava fino a circa 50 centimetri ma largo 3 o 4 metri, da lì si accedeva all’ultima sala, la più bella e grande, ricca di vele, stalagmiti e stalattiti, eccentriche e tante altre bellissime concrezioni……e tutto arricchito, anche qua, da un pavimento di vaschette piene d’acqua che riflettevano il soffitto.

sala de su Fenu Trainu

sala de su Fenu Trainu

Fremevo solo al pensiero di fotografare tutto ciò che vedevo con l’ausilio dei nuovi faretti a led che mi ero procurato…anche se la collaborazione faceva un po desiderare, tra chi parlava e non sentivo lo scatto della reflex ..e chi non stava fermo; per la prima volta capii che la mia pazienza doveva superare quella degli altri nei miei confronti; dovevo inoltre trovare uno stratagemma per ottimizzare i tempi se non rischiare di saltare il pranzo!! dopo mangiato, con l’aiuto di Francesco e di Mario, sono comunque riuscito nel mio intento fotografico; e mi posso dire soddisfatto. In fin dei conti è vero che fare fotografie in grotta e complicato ma è anche vero che hai la possibilità di mettere la luce dove più desideri e quindi una maggior libertà di espressione e fantasia, il mio terrore per ora rimane il fango e l’acqua, visto che per gli urti uso il bidone stagno imbottito di maglie o buste di plastica!!

sala de su Fenu Trainu

sala de su Fenu Trainu

Sono già ormai le 16:30 e decidiamo di risalire. Il primo a passare il traverso è Alessio, poi Giulia, Giorgio C. (che stava soffrendo il freddo ed aveva i primi sintomi di raffreddore), dopo Mario, che aveva problemi con la luce a carburo del suo casco, sfidare tutta quell’acqua senza far spegnere la fiamma era impossibile, in più il suo accendino era momentaneamente allagato e fuori uso..inoltre dopo pochi metri di risalita si era pure slacciata la fettuccia che si trova dietro il cosciale destro che serve a mantenere il busto dritto, decide di riscendere per capire meglio il problema.

Io ero di seguito a lui e lo aiuto a sistemarlo e a riaccendere la luce ma decido di farlo ricontrollare da Francesco, così comincio io la risalita con la sacca sulla schiena e l’acqua sul viso…era uno di quei momenti nei quali mi domando: ”ma perché non sono a casa davanti alla tv a mangiare pane e nutella?”

Segue quindi Mario che si fa 2 frazionamenti al buio (altra situazione che non invidio per niente!!) e che poi viene raggiunto da Francesco per ridagli luce col suo casco. Seguono Carlo e Giacomo ed infine Francesco, che aveva il compito di disarmare. Nella risalita, dopo i primi due frazionamenti, decisi di mettere la sacca nel mio baricentro, ma fu la mia croce fino all’uscita; infatti il peso mi chiudeva i cosciali verso il centro dell’inguine con un effetto non molto simpatico!!! a circa 20 metri dall’uscita noto un geotritone, forse lo stesso che molti videro nella discesa ma che io nella fretta non notai. Ormai mancavano pochi metri, era buio e l’uscita non si vedeva bene ma sentivo l’odore della legna che bruciava… mi aspettava il tepore del fuoco per asciugarmi e riscaldarmi, grazie ad Alessio, Giulia e Giorgio. Erano oramai le 20 .30 quando tutti furono fuori e ci mancava solo la discesa per il rientro alle macchine tra gli alberi e i rovi. Ero stanco infreddolito ma…. felice.

Tutti i protagonisti fanno parte del gruppo speleo CSC.

Roberto Atzori

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2 commenti

  1. voyager7000

    Grazie….speriamo di riuscire a farne presto altre di così belle!!! ciao

  2. Giulia

    BELLISSIMA RELAZIONE.. ancora CoMpLiMeNtS =D yeahhhhhh

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