Tra il mare e i monti, è il giusto epitaffio per annunciare
Dorgali, uno dei simboli dell'intraprendenza turistica di questi popoli. Con un territorio vario e ricco di bellezze naturali il comune, che conta meno di 10.000 abitanti, è riuscito a conquistare una posizione importante nel panorama turistico isolano, sia grazie alla sua frazione marittima,
Cala Gonone, che alla sua posizione strategica per raggiungere meraviglie naturali come la
Gola di Su Gorroppu, la
Grotta del Bue Marino. [caption id="attachment_3230" align="alignleft" width="266" caption="Tra i panorami più belli del supramonte"]

[/caption] Il paesino è tagliato quasi interamente da via Lamarmora, ricca di piccole botteghe ed in cui sorge il museo archeologico, con reperti nuragici, fenici, romani, altomedioevali e altri recuperati dagli scavi nei siti della zona.
L'artigianato locale è vario e ricco di antiche tecniche produttive. I coloratissimi
tappeti, spesso, vengono ancora tessuti in telai di legno; è possibile trovare gli zaini in vitello o in capretto. [caption id="attachment_3227" align="alignleft" width="201" caption="Dorgali gola di gorroppu"]

[/caption] Gli
orefici sono dei veri maestri della filigrana, tecnica con cui si riduce l'oro a sottilissimi filamenti; il manufatto più famoso prodotto con questa tecnica è sicuramente la fede nuziale sarda, anche se negli ultimi anni c'è stata una riscoperta dei
bottoni del
costume tradizionale, divenuti un pregiato prodotto da combinare con i capi della moda attuale. L'aspetto urbano è ancora quello antico, con case basse che si sviluppano al massimo su due piani, con vie irte e strette, tutto fatto a misura d'uomo. Nella storia recente
Dorgali è stata la patria del famoso bandito
Berrina, il romanzo
Caccia Grossa di Giulio Bechi, descrive il paese in quegli anni bui, con toni un pò duri ma molto realistici. [caption id="attachment_3226" align="alignleft" width="197" caption="Dorgali domus de janas"]

[/caption] In una traversa di via Vittorio Emanuele si erge
S. Caterina, al suo interno è conservato un altare di legno del XVII secolo di pregevole fattura. Dello stesso secolo sono le chiese campestri, caratterizzate da un'architettura austera ed un ubicazione da favola, nella splendida cornice del
Supramonte dorgalese. Sono pressoché abbandonate durante tutto l'anno, tranne durante la festa al santo a cui sono dedicate, in cui si ha una vera e propria esplosione di vita.
Informazioni utili
- Assessorato al Turismo: Viale Umberto 37 08022 Dorgali ( 39)0784.927236
- Ufficio Informazioni Turistiche: Via Lamarmora 08022 Dorgali ( 39)0784.96243