PROGRAMMA
ore 8.30 incontro a Porto Paglia - Punta S’Arena
ore 8.45 trasferimento in auto a Portoscuso e avvio escursione a piedi
ore 10.00 litorali di Capo Altano e Is Perdaias Mannas
ore 13.00 pranzo al sacco nella spiaggia di Guroneddu
ore 17.00 arrivo a Punta s’Arena e Porto Paglia
Punti di interesse
costa rocciosa di origine vulcanica con sezioni geologiche di trachiti ignimbriti e clasti; ruderi e postazioni della II guerra mondiale; dune sabbiose fossili; patriarchi di ginepro; torre seicentesca e antica tonnara di Porto Paglia.
Durata media: 7 - 8 ore
Quote (min / max): 1 - 105 m.s.l.m.
Lunghezza: m. 10.680
Difficoltà: tre pallini di cinque
Descrizione generale
Affascinante percorso che si sviluppa interamente lungo la costa alta e rocciosa tra l’abitato di Portoscuso e la spiaggia di Porto Paglia.
Un itinerario all’interno di un
paesaggio di natura vulcanica contraddistinto da una ricca vegetazione mediterranea, con specie botaniche rare ed esclusive, e dove, in tarda primavera, è possibile osservare le spettacolari fioriture dei fichi degli ottentotti, una pianta di origine sud africana ormai ambientata al clima mediterraneo.
Lungo il percorso sono ben evidenti le rocce ignimbritiche che costituiscono il basamento del basso Sulcis e delle isole di Sant’Antioco e San Pietro che, al suo interno, racchiude per centinaia di metri il più importante e profondo giacimento di carbone fossile presente in Italia.
Valori geologici importanti esaltati in superficie dalle diverse forme delle rocce ricoperte di variopinti licheni, erose nei millenni dal vento e dall’acqua, ricche di cromatismi che mutano dal grigio, al verde, al rosso fino alle tonalità più chiare dei tufi, in forte contrasto con il blu cobalto e il verde smeraldo delle acque che lambiscono il litorale.
Un mare esposto al vento forte di maestrale, ricco di specie ittiche, rotta di transito dei tonni che migrano in primavera verso sud da tempo immemorabile.
In questo periodo dalle rovine di una postazione militare della seconda guerra mondiale, si possono facilmente osservare le reti della tonnara di
Capo Altano calate a poche miglia dalla costa per sbarrare il transito a questi pregiati animali.
Da aprile a giugno, quando nelle reti si raggiunge un certo numero di esemplari, il raìs da l’avvio alla
mattanza, secolare tecnica di pesca al tonno.
In pochi minuti le acque circostanti si tingono di sangue e alte salgono le grida dei tonnarotti che arpionano i grossi pesci per poi gettarli nelle grandi barche chiamate bastarde.
Da Capo Altano l’itinerario prosegue superando alte falesie di roccia trachitica immerse nella fitta e intricata vegetazione mediterranea, incontrando piccole valli lambite stagionalmente da piccole cascate d’acqua che precipitano sul mare.
Poco sopra il sentiero una strada panoramica riprende l’antico tracciato ferroviario costruito nella fine dell’ottocento dalla società mineraria
Monteponi.
Da qui i minerali di piombo argentifero e di calamine, minerali di zinco, provenienti dalle miniere di Iglesias giungevano a Porto Vesme, per proseguire nelle stive dei piroscafi alla volta dei porti del nord Italia e della Francia.
Più avanti,
la solitaria spiaggia di Guroneddu è l’occasione per un bagno ristoratore nelle sue acque cristalline e un punto di sosta ideale prima di inoltrarsi nelle dune sabbiose fossili sospese nella scogliera a decine di metri sul mare.
Circondato da una fitta macchia mediterranea lo spesso manto sabbioso è ricoperto in primavera da singolari fioriture di cisto giallo.
Dalla rena emergono i tronchi silicizzati dei ginepri che ancora oggi fanno bella mostra anche con esemplari millenari dal fusto contorto e dalle ampie fronde.
Dall’alto del sentiero lungo la scogliera appaiono quasi all’improvviso i ruderi della seicentesca torre spagnola edificata per contrastare le invasioni barbaresche.
Poggiata sopra un basamento roccioso a pelo d’acqua per esigenze militari dell’epoca, i ruderi appaiono oggi come lo scafo di una imbarcazione affondata e in balia delle mareggiate che vi si infrangono contro.
Segnano l’arrivo del percorso i vicini caseggiati di quelli che furono
la tonnara di Porto Paglia e il villaggio dei pescatori, di settecentesca memoria oggi riconvertiti a fini turistici.
Per chi vuol partecipare è sufficiente dotarsi di un abbigliamento comodo e confortevole adatto alla situazione, con pantaloni lunghi e scarponcini da trekking. Cibo e bevande a discrezione di ciascuno.
Il costo a persona è di 12 euro.
Per meglio qualificare il programma la prenotazione deve essere confermata all’indirizzo info@fluminimaggiore.org entro la sera di venerdì 27 gennaio indicando semplicemente le tue generalità, il tuo numero di telefono, la tua e. mail e l’età dei partecipanti se rappresenti un gruppo.
Per chi preferisce soggiornare in loco, evitando incredibili levatacce o disagevoli rientri notturni o semplicemente per godere della piacevole compagnia in un week-end fuori porta, sarà nostra cura segnalarti le migliori soluzioni tra case private, B & B, agriturismo, alberghi a 2 - 3 e 4 stelle, residence, ristoranti e pizzerie.
INFO e PRENOTAZIONI
Lino Cianciotto - FLUMINIMAGGIORE.ORG
Tel. 347 6757476
info@fluminimaggiore.org
Account Facebook: Sardegna Fluminimaggiore.org
Pierpaolo Putzolu - IGLESIAS MINE TOUR
Tel. 320 2355115
iglesiasmt@yahoo.it
Account Facebook: iglesias mine tour