[caption id="attachment_3352" align="alignleft" width="188" caption="Oristano is arutas"]

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Con i suoi 2631 kmq è la più piccola della
Sardegna , ma il suo terreno di origine vulcanica è molto ricco e vario, con belle spiagge, tavolati basaltici e montagne. La parte meridionale comprende la
pianura del Campidano, ed è fertile e pianeggiante, mentre nella zona orientale cominciano i rilievi con le colline della Marmilla e dell'Arborea, che poi si inaspriscono verso nord, con i rilievi del Monti Ferru (1050 metri).
Vicino al golfo di
Oristano la costa è ricca di stagni che ospitano rare specie di flora e fauna. Il fiume più importante, il Tirso, passa attraverso il lago artificiale Omodeo, e sfocia nei pressi di Oristano. Grazie alla discreta quantità d'acqua, questa zona è molto fertile, ed è stata frequentata ed abitata sin dai tempi più antichi: tantissime, infatti, sono le
rovine che testimoniano la presenza di antiche civiltà nell'oristanese; la più significativa è, senza dubbio, la città fenicia di
Tharros, porto di scambio di straordinaria importanza nei tempi antichi, che si trova sul promontorio che dal Sinis si estende sino al Capo San Marco.
Partendo da Oristano, verso nord, troviamo la cittadina medievale di
Cabras, dove si possono visitare la parrocchia di Santa Maria e lo stagno, che ospita
rare specie di uccelli. Interessante il sistema di pesca di questa zona, che si basa sull'uso di particolari imbarcazioni, i "
fassonis", fatte di giunco. Seguendo la strada provinciale, prima di giungere a Tharros, si arriva al villaggio di San Giovanni di Sinis, presso il quale si trova la chiesa di San Giovanni Battista, a croce greca, risalente al VI secolo, ma ampliata nel IX.
Tornando verso nord troviamo il paesino religioso di
San Salvatore di Sinis, sviluppatosi attorno all'omonima chiesa, al cui interno è custodito un antico santuario pagano. Procedendo lungo la costa incontriamo Putzu Idu, da cui è possibile salpare per l'isola di
Mal di Ventre; qui, tra la natura incontaminata, sorgono un nuraghe costiero ed i resti di un
insediamento romano. Durante il 1500 l'isola fu anche campo di concentramento. Pochi chilometri a sud di
Oristano si trova, presso lo stagno omonimo, il paese di
Santa Giusta, che sorge sulle rovine dell'
antica città fenicia di Othoca, fondata nel 730 a. C.
Le rovine della cinta muraria della città sono situate vicino alla bella cattedrale, su un rilievo a sud del paese. Quella di
Santa Giusta è una delle più belle costruzioni in stile romanico-pisano dell'isola; costruita prima del 1145, ha l'interno diviso in tre navate, nell'abside è custodito un tabernacolo rinascimentale. A sud della cattedrale si trova un'altra bella
chiesa risalente al XIV secolo: San Severo.
[caption id="attachment_2849" align="alignleft" width="266" caption="La costa Sarda"]

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Proseguendo verso la pianura del
Campidano, attraversata la bella pineta Barany, si raggiunge il centro di
Arborea, fondato nel 1928 col nome di Mussolina, durante le opere di bonifica della zona; da visitare la
Collezione Civica Archeologica, dove sono esposti numerosi reperti archeologici rinvenuti in zona. A pochi chilometri da Arborea si trovano i paesi di
Marceddì, con la chiesa della Vergine di Bonaria e la Torre Vecchia, del Cinquecento, e
Terralba, dove si può visitare la cattedrale di San Pietro. Da qua, lungo la strada statale 126, si arriva a Marrubiu, dove vale la pena di visitare la chiesa della Beata Vergine (XVII secolo), e poi la località Is Bangius, dove recenti scavi hanno riportato alla luce i resti di una stazione termale, risalente al II secolo a. C., e di un praetorium.
Ad est di Oristano si trova la fertile valle del fiume
Tirso, le cui acque vengono raccolte nel lago artificiale di
Omodeo. Lungo la strada che dal capoluogo porta al lago si incontrano numerosi centri abitati e tante testimonianze della presenza di antiche civiltà. A pochi chilometri da Oristano troviamo i paesi di
Simaxis,
Ollastra,
Villanova Truschedu. Poco prima di
Fordongianus è situata la chiesa di San Lussorio, in stile romanico, risalente al XII secolo, ma con il lato sud ricostruito attorno al 1250. Il paese di Fordongianus, dalle caratteristiche case in trachite rossa, è un centro di origine romana, nato vicino alla fonte di acque termali. Interessanti sono i resti dell'anfiteatro, dell'acquedotto e del complesso termale, che si trova sulla riva sinistra del fiume.
Proseguendo verso nordest si arriva al
lago Omodeo, il lago artificiale più grande d'Italia e, per diverso tempo, anche d'Europa. Nella valle dove ora si trova il lago, e oggi sommersi, si trovano il paesino di
Zuri e la chiesa di san Pietro, ricostruiti poco più in là, oltre a dei nuraghi, una foresta pietrificata e alcune tombe dei giganti.
Vicino alla diga Santa Chiara c'è la chiesa campestre di San Serafino, meta ogni anno di pellegrinaggio di numerosi fedeli in occasione della novena di Natale e della festa del santo; attorno le tipiche case costruite per ospitare i fedeli, le "
cumbessìas", mentre, a nord del lago Omodeo, a circa un chilometro da
Sèdilo, c'è il Santuario di San Costantino, o Santu Antine, eretto nel 1798 in onore di un santo, l'imperatore romano Costantino, che in realtà non esiste, ma che in
Sardegna è molto venerato. Qua ogni anno, nel mese di luglio, ha luogo un'importante festa popolare, "
S'Ardia", una spettacolare cavalcata in onore della vittoria ottenuta da Costantino nella battaglia di Ponte Milvo (312 d. C.).
[caption id="attachment_3333" align="alignleft" width="266" caption="Nuraghe losa"]

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A circa 15 chilometri da Sèdilo c'è il paese di
Ottana, con la chiesa di San Nicola, costruita nel XII secolo, in stile romanico, dove è conservato un polittico raffigurante le vite di San Francesco e di San Nicola di Bari. Il
Carnevale di Ottana, con la sfilata di maschere raffiguranti esseri umani e bestiali (merdùles e boes), è molto rinomato. A pochi chilometri da Abbasanta si trova
Ghilarza, paese natale di
Antonio Gramsci, la cui casa è oggi adibita a museo. Da visitare anche la chiesa in trachite scura e bianca di San Palmerio (1200-1225), al cui lato si erge una torre costruita nel 1400. Verso il paese di
Santu Lussurgiu incontriamo uno dei nuraghi più importanti dell'isola: il
nuraghe Losa, realizzato in due fasi principali, databili all'età del Bronzo.
Ad una struttura più antica, una torre a due piani, venne poi aggiunto un bastione triangolare con tre torri; tutto intorno rimangono i resti del villaggio e loculi di età romana. I principali reperti sono conservati in parte a
Cagliari, in parte in un antiquarium allestito sul sito. Un altro importante complesso nuragico, quello di Santa Cristina, dove sono situati un pozzo sacro, miracolo architettonico della civiltà nuragica, e un tempio, si trova 3 chilometri ad ovest di Abbasanta; molto vicino, circondata da cumbessìas, c'è la chiesa campestre di
Santa Cristina, meta di pellegrinaggio nei mesi di maggio e ottobre.
La zona costiera presenta numerose località balneari con belle spiagge dalle acque limpide, come
Santa Caterina di Pittinuri e S'Archittu, nelle cui vicinanze si trova un centro di fondazione punica, forse risalente al V secolo a. C.: Cornus, che vide gli scontri, nel 215 a. C., tra romani e sardi "pelliti", che, sotto la guida dell'eroe Amsicora, combattevano per l'indipendenza. Fino ad oggi sono stati portati alla luce da scavi recenti un cimitero con basilica del IV secolo, ed un'altra basilica a tre navate, probabilmente del VI secolo.
Verso nord, nella zona di
Monti Ferru, si arriva al paese di
Cuglieri, con la chiesa di Santa Maria delle Nevi, risalente al Seicento, ma costruita sopra le rovine di una precedente struttura del Duecento. Sul Monti Ferru, le cui cime, ricche di vegetazione, sono frequentate da
cervi sardi e
mufloni, e dove si possono ammirare le antiche rovine di "Casteddu 'Ezzu",
fortezza medievale in uso anche sotto il giudicato di Torres, sono la meta ideale per delle belle escursioni.
Ad est di
Cuglieri si trova un'altra località di interesse naturalistico:
San Leonardo de Siete Fuentes, parco di olmi, castagni e lecci nel quale sgorgano le acque delle sette sorgenti di Siete Fuentes.
Tornando verso
Oristano si incontrano i paesi di
Santu Lussurgiu, conosciuto per l'artigianato legato alla tradizione equestre, e dove si può visitare l'interessante chiesa di Santa Maria degli Angeli (XV secolo), al cui interno è custodita un'opera lignea della fine del XVI secolo, raffigurante la Madonna con gli angeli, Bonarcado, con il complesso alto-medievale del santuario della Madonna di Bonacattu, e Milis, dove si trova la chiesa romanica di San Paolo. Poco più a sud c'è il piccolo centro di
San Vero Milis, conosciuto per la produzione di ottima vernaccia, e dove si può visitare la secentesca chiesa di Santa Sofia. A poco più di un chilometro da qui c'è uno dei villaggi nuragici più importanti della Sardegna:
S'Uraki, non ancora del tutto riportato alla luce.