
L'
Arcipelago di La Maddalena è il primo vero
Parco Nazionale della Sardegna, comprende tutte le isole dell'Arcipelago più gli isolotti di Bisce, Li Nibani, Mortorio, Soffi e Le Camere, che si trovano più a sud, di fronte alla
Costa Smeralda.
Gli obiettivi più importanti dell'Ente Parco Italiano sono quelli di tutelare un ambiente naturalistico unico come quello di
La Maddalena, favorendo inoltre la visita dell'isola per scopi didattico-educativi e soprattutto per la ricerca scientifica, fino alla creazione di un grande parco internazionale di pari importanza ai già famosissimi parchi europei e mondiali.
Tra le specie rare da proteggere presenti nel parco, si può citare la prevalenza di masse di graniti sui quali si sviluppa una bassa macchia di lentischio, olivastri, mirto, rosmarino e lavanda. E' notevole anche la presenza di una grande quantità di ginepri, soprattutto nell'entroterra delle isole, e una fitta formazione di lecci, eriche e corbezzoli, cisti e diverse specie di orchidee spontanee, tra le quali il poco comune
Coeloglossum diphylum.
Altrettanto importante è la vegetazione nelle prossimità delle spiagge, di scilla marittima e di assenzio, presente anche in Corsica, mentre durante la stagione estiva sono straordinari i gigli marini che biancheggiano sull'arenile.
[caption id="attachment_3287" align="alignleft" width="266" caption="Arcipelago de La Maddalena porto massimo"]

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Di particolare interesse risulta anche la fauna locale, costituita da diverse specie di uccelli che hanno scelto questa zona come luogo di nidificazione, tra i quali si possono citare il
gabbiano reale, oggi in pericolo di estinzione, la berta maggiore, i marangoni dal ciuffo e i cormorani. All'interno delle scogliere e delle rocce più inaccessibili è inoltre probabile trovare alcune specie di falchi pellegrini e piccioni torraioli.
Il Parco, al fine di tutelare con la più completa cura e attenzione la flora e la fauna dell'Arcipelago, si è imposto di salvaguardare in modo particolare specie di animali ad alto rischio di estinzione, tra cui gli stessi gabbiani corsi.
L'Ente Parco ha anche imposto alcuni limiti ai naviganti, come il
divieto di navigazione su tutte le coste dell'Arcipelago ad una distanza inferiore ai 300 m. dalla costa, mentre è completamente interdetta la navigazione, la pesca e l'ancoraggio nella zona del Passo degli Asinelli, tra Razzoli e Santa Maria, e a Caprera, tra l'isola della Pecora e Punta Rossa.