Piero Fresi è, oggi, il più grande navigatore sardo nella storia dell’Isola. Vittorio Fresi è il figlio di questa tradizione, ormai, di famiglia.
Nella storia della navigazione da diporto della Sardegna non ci sono mai state imprese come quella che quotidianamente stiamo vivendo con il giro del mondo in barca a vela di Piero e Vittorio Fresi che potete seguire su www.girodelmondofresi.com.
Le precedenti navigazioni di Piero possono essere considerate importanti e uniche sia per i mezzi, ricordiamo il minuscolo American Express, che per averle portate a termmine in solitario, ma la navigazione condotta fino a oggi, da Porto Torres a Capo Leeuwin in Australia, è eccezionale.
E il fatto che al suo fianco ci sia il figlio Vittorio la rende splendida per le fortissime componenti umane in gioco in questo tipo di navigazione dura e lunga. Le difficoltà che un percorso di questo genere presenta sono numerosissime ma i 145 giorni già trascorsi dalla partenza hanno confermato le capacità di questi due grandi marinai e navigatori assolutamente unici in Sardegna e non solo.
La comunità di navigatori virtuali che quotidianamente segue la navigazione dei nostri due eroi è in continuo aumento sul sito www.girodelmondofresi.com dove si possono trovare immagini, telefonate registrate e moltissime informazioni aggiornate direttamente dalla barca. Buona navigazione!







salve
non sapevamo del vostro viaggio
se vorrete aggiornarci sulle vostre navigazioni saremo lieti di pubblicare resoconti e foto
auguri
buon vento
redazione di
mare nostrum editrice
senza togliere nulla al merito dei Fresu, faccio presente che non sono gli unici sardi in giro per il mondo in barca a vela.
Io, mia moglie e il nostro cane abbiamo lasciato gli ormeggi di Marina del Sole a Cagliari il 14 ottobre 2008 con la nostra barca, uno sloop di 11 metri, oggi ci troviamo in Uruguay per ripristinare i danni di una burrasca con venti fino a 60 knt
Sono molto emozionato dall’impresa dei Fresi.
E’ la vela che fa il marinaio.L’unione sarda non parla quotidianamente dell’impresa umana e sportiva,mostrando disinteresse.
Ciao Bruno Manca