Nel 1960 il principe Karim Aga Khan scoprì la bellissima costa di Arzachena, si dice per caso, mentre la sorvolava in aereo. L’anno successivo 5000 ettari di terreno erano già in mano al principe, che fondò un consorzio per la trasformazione del territorio in un centro esclusivo, per accogliere i vertici dell’alta società internazionale.
Il consorzio e il litorale presero il nome di Costa Smeralda, con confini ben delimitati da due enormi massi di granito ai bordi della strada che, oltre al nome, riportano il simbolo di uno smeraldo stilizzato.
Le attività collegate al turismo permisero l’ulteriore crescita di Arzachena, comune in cui sorse il piccolo ‘villaggio stato’. Le cronache mondane diffusero le immagini del nostro mare, oltre a quelle dei vip indaffarati nella dolce vita rivierasca; se i centri di Rimini e Riccione erano le capitali del turismo giovane, i nobili ed i nababbi conoscevano un solo nome per le vacanze mediterranee: la Costa Smeralda.
Porto Cervo in realtà ha ormai l’aspetto di un paesino, dotato di tutti i servizi necessari ed in continua espansione.
Poco dopo il piccolo agglomerato Liscia di Vacca, sulla sinistra, si trova una stradina che conduce a Cala Granu e Capo Ferro, davanti all’Isola delle Bisce, dove si stende una candida spiaggia.
La capitale delle regate
Negli anni ‘60 la futuristica Porto Cervo era il punto di riferimento per gli Yacht del Mediterraneo, la stessa struttura del borgo permetteva ai diportisti di attraccare e scendere a passeggiare lungo Porto Cervo Marina, per poi inoltrarsi nel cuore del villaggio e magari trovare ristoro nei faraonici alberghi.
Un po’ per il mare, un po’ per trovarsi a chiacchierare di una passione comune, negli anni ‘70 i velisti che passavano nel Mediterraneo iniziarono ad affollarsi.
L’orgoglio di possedere questi scafi non risiede nella loro bellezza esteriore, ma nella maestria di cavalcare il mare, spinti da un vento che in Sardegna non manca mai. Fu così che s’iniziò a parlare di organizzare delle competizioni e tra il dire il fare, il mare stavolta ci stava benissimo. Si iniziò con la Sardinia Cup, poi con la Swan Cup, il Veteran Boat Rally, che ospita vascelli d’epoca da tutto il mondo. L’ultima in ordine cronologico è la Maxi Yacht Rolex Cup, sicuramente non meno spettacolare.
Ma la vetta vera vittoria arrivò nel 1983, quando Cino Ricci ed Azzurra arrivarono alle semifinali dell’America’s Cup, la più famosa competizione del mondo. Azzurra era stata fabbricata nei cantieri dello Yacht Club Costa Smeralda, all’ingresso dei quali la mitica imbarcazione rimane esposta. L’ultima chicca è della scorsa stagione (2003), quando Porto Cervo ha ‘rischiato’ di ospitare l’America’s Cup, occasione sfumata per un soffio.
Informazioni turistiche di Porto Cervo
- Guardia Medica Turistica: Sa Conca Porto Cervo +39 0789 907054
- Farmacia: Piazzetta +39 0789 92091
- Banco di Sardegna: Piazza Hotel Cervo
- Carabinieri: +39 0789 92028




