Quartu Sant'Elena sorge praticamente attaccato a
Cagliari ed in epoca romana si sviluppò probabilmente grazie alla lunga strada creata per collegare Calari (
Cagliari) con il nord dell'
isola. Nel Medioevo la sua esistenza era collegata alle saline dello
stagno di Molentargius, chiamato così in quanto il sale veniva trasportato in groppa ai muli. L'importanza economica di tale sito fece si che la corona di Spagna lo amministrasse direttamente, anche se dopo diversi decenni ne concesse la servitù ai dispotici feudatari. Nella storia del paese si registrarono numerose incursioni dei
pirati arabi, motivo per cui vennero innalzate le
torri di Carcaniolas, di
Foxi, di
Sant'Andrea e di
Mortorio. Nel 1793, quando i francesi tentarono d'invadere l'isola, Quartu e le sue torri costiere furono tra i protagonisti della vittoriosa resistenza. Nella prima metà del 1800 il paese si liberò dal vincolo feudale ed entrò a far parte della divisione amministrativa di
Cagliari. Nel 1862 la città aggiunse il nome della
Santa, alla quale era stata dedicata la parrocchiale. Nel XIX secolo iniziò la sua grande ascesa economica, che la portò ben presto ad essere la terza città dell'isola per numero di abitanti.
Il museo e le chiese
[caption id="attachment_3510" align="alignleft" width="266" caption="Stagno di Molentargius"]

[/caption] La parrocchiale sorge in
piazza Sant'Elena, dove fu edificata nel XVI secolo in forme gotico-aragonesi, sulle rovine di un altro edificio sacro. L'edificio originario fu continuamente rimaneggiato nel corso dei secoli, sono sopravvissuti però numerosi arredi in marmo. Poco distante sorge la chiesa di
Sant'Agata, edificata dai Cappuccini nel XI secolo su un edificio ancora più antico. In via Eligio Porcu sorge il
Museo di Sa domo 'e farra (e l'analogo Museo Etnografico Ciclo della Vita) dove, all'interno di un'antica casa tradizionale campidanese ,sono raccolti oltre 8000 oggetti di uso quotidiano, legati alla tradizione sarda. Poco distante dall'abitato sorge la chiesa di
San Forzorio (XIII sec.), profanata dai francesi durante la tentata invasione e vigorosamente riconquistata dai suoi abitanti. Sulla strada per
Villasimius sorge la chiesa di
Sant'Andrea, altro edificio legato alla resistenza contro i francesi. Al suo interno fu posta una
lapide in memoria della gloriosa battaglia.
Le spiagge e le torri

Il viale Colombo parte da
Quartu ed arriva direttamente alla spiaggia del paese, continuum del
Poetto. Alle spalle dell'arenile sorge lo stagno di Quartu, incluso nella convenzione di Ramsar, l'accordo internazionale stipulato per la protezione delle zone umide. Nei suoi bordi nidificano centinaia di specie di
uccelli, ma i suoi ospiti più famosi sono i
fenicotteri rosa, che nidificano a Cagliari ma a quanto pare amano venire in questo sito a nutrirsi. In questo litorale fu ubicata la
Torre di Carcaniolas, che fu utilizzata fino alla Seconda Guerra Mondiale, subendo notevoli danneggiamenti. Proseguendo verso
Villasimius, vicino alla pista ciclabile, si trova l'ingresso a mare per
Foxi con la torre omonima, un tempo accostata a quella di Sant'Andrea, abbattuta per inspiegabili motivi. Proseguendo sempre verso est, s'incontra la
Marina di Capitana, nella quale sorge uno dei più attrezzati porti turistici dell'isola, qualche chilometro più avanti, un cartello indica l'ingresso per
Cala Regina, dove si stende una spiaggia di sabbia e ciottoli molto frequentata.

L'ingresso successivo, alla fine di un lungo tornante, è quello della spiaggia di
Rio Murtaucci, davanti alla quale si allarga un mare dalle trasparenze uniche, sovrastato da una bella pineta. Di seguito si trovano gli ingressi per la spiaggia di
Mare Pintau ed infine per
Kala 'e Moru (cala dei mori), in località Geremeas, un arenile di sabbia finissima.