Approda in Sardegna la poesia “sportiva” di Giulia Staccioli e degli atleti-danzatori di Kataklò in Play, spettacolo che ha aperto le Olimpiadi della Cultura 2008 a Pechino.
Il 28 gennaio lo spettacolo sarà a Sassari al Teatro Verdi
Il 29 gennaio Play sarà a Nuoro al Teatro Eliseo
Il 30 gennaio sarà la volta di Carbonia al Teatro Centrale
La breve tournée si chiuderà a Cagliari il 31 gennaio (in replica il 1 febbraio 2010, ore 11.00 per le scuole- ore 21.00 per il pubblico)
Biglietto
Intero 18 euro + 2 di prevendita
Ridotto 13 euro + 2 di prevendita
Per conoscere i luoghi autorizzati ad effettuare le prevendite digitare www.assoentilocali.it
L’orario d’inizio degli spettacoli è previsto per le ore 21.00
Pubbliche Relazioni
Francesca Falchi
HYPERLINK “mailto:ufficiostampa@assoentilocali.it” ufficiostampa@assoentilocali.it
CALENDARIO KATAKLO’ – Athletic Dance Theatre in Play
Una produzione realizzata in occasione delle Olimpiadi della Cultura – Pechino 2008
Ideazione e regia: Giulia Staccioli
Coreografie: Giulia Staccioli in collaborazione con Jessica Gandini
Musiche originali: Ajad
Costumi: Sara Costantini
Disegno luci: Andrea Mostachetti
SASSARI TEATRO VERDI 28 GENNAIO
NUORO TEATRO ELISEO 29 GENNAIO
CARBONIA TEATRO CENTRALE 30 GENNAIO
CAGLIARI TEATRO CONSERVATORIO 31 GENNAIO
L’inconfondibile stile della travolgente compagnia Kataklò è al centro dell’assoluta spettacolarità di Play, una coreografia di straordinaria sensibilità artistica firmata da Giulia Staccioli, fondatrice e direttore artistico dal 1995 dell’ineguagliabile équipe tutta italiana Kataklò Athletic Dance Theatre.
È un lavoro ispirato allo sport e appositamente ideato per rappresentare l’Italia alle Olimpiadi della Cultura di Pechino 2008 su invito del Ministero della Cultura cinese e con l’alto patrocinio del Ministero per gli Affari esteri, dell’Istituto Italiano di cultura e dell’Ambasciata italiana.
Lungo una linea immaginaria di corpo e mente, Play dà una scossa all’anima. Strutturato a quadri, ha la capacità di fagocitare lo spettatore in un incantesimo. Ipnotico. Immaginario. Come certe fiabe. Una corsa irrompe in scena, ruba il silenzio, il buio e il tempo diventano puro ritmo. Intuizioni geniali alludono al mondo acquatico di creature fantastiche che guizzano come sirene immerse in atmosfere lunari. Senza passi falsi due ballerine si fronteggiano. Un duello in punta di fioretto pronto a tirare una stoccata. Le forze in gioco esaltano una ballata beffardamente drammatica. Le coreografie orchestrano scenari inaspettatamente comici ma anche poeticamente evocativi. Gli artisti in scena giocano a costruire storie. Azioni e ambientazioni sono istantanee sotto l’effetto di ripresa e montaggio. Affascina la rilettura arguta di oggetti d’uso comune: bastoni, palloni, biciclette, occhiali e scarponi da sci. L’ordine delle cose si perde e si ricrea. Una porta da calcio, che incornicia l’azione divertente di un arbitro bizzarro, è l’attrezzo di aggancio per un portiere sospeso a testa in giù. Non ci si stupisce di vedervi motivi che si prefigurano all’esordio della compagnia in Indiscipline (1996). Sono idee forti nel repertorio di Kataklò. Tuttavia con Play, dichiaratamente e senza perdere di vista il passato, si insinua una vena artistica che apre a una stagione inedita, maggiormente volta alla ricerca teatrale.
Per i ruoli danzati Staccioli si è avvalsa della preziosa collaborazione di Jessica Gandini. La raffinata colonna sonora, appositamente realizzata dal noto compositore Ajad, crea un filo conduttore musicale saldamente connesso allo sviluppo dello spettacolo, sostenendone la forza evocativa; mentre gli splendidi costumi di Sara Costantini valorizzano le coreografie, di cui il disegno luci di Andrea Mostachetti coglie ogni riflesso. Elementi questi di una spettacolarità che raccoglie gli entusiasmi di un pubblico vasto e internazionale e dalla quale è difficile rimanere immuni.
GIULIA STACCIOLI e KATAKLÒ
Giulia Staccioli, coreografa e regista, fonda nel 1995 la compagnia di teatro-danza Kataklò Athletic Dance Theatre e da allora ne è direttore artistico. Campionessa di ginnastica ritmica (Los Angeles 84 e Seoul 88), terminata l’attività agonistica si sposta a New York per studiare agli Alvin Ailey Studios e afferma le sue qualità di interprete entrando nella compagnia americana Momix dove sperimenta e cresce per tre anni sotto la guida di Moses Pendleton.
Attraverso questa esperienza, inizia a delineare il progetto Kataklò sviluppando fin dall’inizio un tratto coreografico assolutamente peculiare, basato sullo studio approfondito del gesto e del linguaggio corporeo in tutte le sue forme. Delinea quindi un nuovo approccio a quello che viene internazionalmente definito phyisical theatre, ottenendo ampi riconoscimenti di pubblico e di critica.
Per l’attività artistica svolta riceve premi prestigiosi e viene spesso chiamata a collaborare in eventi di enorme rilievo. Per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 progetta appositamente l’imponente struttura dei cinque cerchi, icona dei Giochi e omaggio allo Spirito Olimpico. Per il 60nnale dell’ARS (Assemblea Regionale Siciliana) crea la coreografia Luci e Ombre, presentata sulla parete del Palazzo dei Normanni di fronte al Presidente Napolitano nel giugno 2007.
La sua creatività è la spinta propulsiva di Kataklò, compagnia stabile e indipendente che da oltre dieci anni si esibisce con successo. Una risposta alle grandi produzioni, un alternativa che dimostra come in Italia esista una realtà legata alla danza che con spettacoli autoprodotti riempie i teatri di tutto il mondo. Lo stile di Kataklò si basa sin dagli esordi sull’alta preparazione atletica, oltre che su una notevole tecnica di danza, di tutti gli interpreti. Per entrare a pieno titolo in compagnia è necessario avere doti di versatilità e seguire un impegnativo training che può durare da sei mesi a un anno. Il percorso di studio e le prove dei danzatori del cast hanno luogo ogni giorno, dalle sei alle otto ore, in un ampio spazio alle porte di Milano. Il processo creativo di Giulia Staccioli, che dal 2006 trova in Jessica Gandini un valido supporto, si basa sulla guida dei danzatori in un percorso di partecipazione attiva alla realizzazione della coreografia. Lo sviluppo dell’idea artistica avviene attraverso intere sessioni e periodi di improvvisazione, sollecitando la capacità di sperimentare e di inventare di ogni performer. Kataklò è un work in progress che sempre genera idee innovative e





Coreografia, colonna sonora, luci costumi… giustissimo
Ma … non dimenticate qualcuno?
I performer? Sono anonimi?