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giovedì 9 febbraio 2012
Quotidiano di eventi, notizie e turismo in Sardegna

Le spiagge da Capo Frasca a Scivu

Capo Frasca


capo frasca marePartendo da nord, la prima spiaggia che s'incontra è l'esiguo arenile di Capo Frasca, confine meridionale estremo del Golfo di Oristano. E' facilmente raggiungibile dalla strada che si diparte dalla ss. 126, poco prima di San Nicolò d'Arcidano (OR) in direzione del paese di Sant'Antonio di Santadi.

Capo Frasca è una zona fortemente battuta dal vento e quindi molto frequenta da surfisti di ogni genere. Esistono delle ristrettezze per l'ingresso al lido a causa degli insediamenti militari presenti in loco, per cui è necessario informarsi sulle zone in cui l'accesso è consentito.

Sempre da Sant'Antonio di Santadi parte la strada che porta alle spiagge di Is Arenas, Torre dei Corsari e Porto Palmas, in ordine da nord a sud. L'altra strada per raggiungere queste battigie è quella di Montevecchio, estremamente spettacolare ma notevolmente più tortuosa.

Is Arenas


E' un arenile composto da un imponente sistema di dune, non molto esteso ma di estrema spettacolarità. Questa spiaggia è conosciuta con diversi nomi, oltre a quello già citato i più noti sono Pistis o Dune di Pistis e dune di Is Arenas e S'Acqua e S'Ollastru.

Torre dei Corsari


E' un moderno centro balneare tra Is Arenas e Porto Palma. Il suo nome deriva dalla Torre di Flumentorgiu (XVII sec.) a ridosso della quale è stato innalzato il centro.

Porto Palma


E' un villaggio moderno che sorge proprio dirimpetto al mare. Un tempo al posto di questo insediamento si ergevano le case dei pescatori della sfortunata Tonnara di Flumentorgiu, abbandonata per scarsa produttività nella prima metà del XX secolo. Gli edifici superstiti, rivalutati dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Ambientali sono stati posti sotto vincolo.

La Costa Verde


Marina di Arbus
Le strade di accesso sono sempre le due succitate: Sant'Antonio di Santadi e Montevecchio. In questo caso la seconda è molto più breve e ben segnalata. Il villaggio di Marina di Arbus è abitato prevalentemente nei mesi di luglio e agosto, praticamente abbandonato durante il resto dell'anno.

Le dune di Piscinas


dune PiscinasProseguendo da Marina di Arbus verso sud si arriva, dopo un discreto tratto di strada bianca e dopo aver attraversato un modesto ruscello, nel piccolo deserto di Piscinas. Le sue dimensioni sono modeste perché le proporzioni vengono fatte naturalmente con il famoso vicino deserto del Sahara, infatti se limitassimo il confronto all'Italia potremmo definirlo tranquillamente un enorme deserto, esteso per più di 3 chilometri quadrati. Aldilà di queste dune incantate si dipana una lunghissima spiaggia con un mare dai mille colori.

Esplorando la zona, è molto probabile un incontro con il raro cervo sardo, che vive indisturbato in quest'area. E' facilmente osservabile dalla macchina, ma fugge a gambe levate alla vista della figura umana. Le ore in cui è più facile incontrarlo sono l'alba e il tramonto.

Scivu


[caption id="attachment_5877" align="alignleft" width="266" caption="I vagoni abbandonati: resti dell'attività mineraria a Piscinas"]I vagoni abbandonati:  resti dell'attività mineraria a Piscinas[/caption]

Per ritornare sulla 126 partendo da Piscinas non è necessario passare nuovamente per Guspini o Arbus, è molto più breve la strada che passa per il vecchio centro minerario d'Ingurtosu, con ingresso ben segnalato lungo il tragitto. Per arrivare al vecchio paese, una volta giunti all'ampio bivio, dovete prendere sulla sinistra. Svoltando a destra invece si arriva alla lunghissima spiaggia di Scivu.

E' un litorale conosciuto da pochi, principalmente dalla gente del luogo, che frequenta il posto durante i fine settimana. Solo durante il mese di agosto le presenze, turistiche e non, sono massicce. La sabbia di questo arenile è fine e soffice, l'acqua è verde e chiara come il cristallo, probabilmente è uno dei litorali meno apprezzati dell'intera isola.

Quanto è lunga la Costa Verde La nostra descrizione non è per niente indicatrice dei suoi confini. Il nomignolo in questione ha preso piede tra gli anni '60 e '70, casualmente nello stesso periodo in cui partiva il mastodontico progetto della Costa Smeralda. Mentre per quest'ultima ci pensano due monumentali massi a segnarne i confini, quelli della Costa verde sono ipotizzabili tra Marina di Arbus ed un punto imprecisato anteriore a Capo Pecora.

Buggerru e la miniera di Malfidano


Buggerru altopianoIl centro si può raggiungere sia da uno svincolo della ss. 126, nei pressi di Fluminimaggiore, sia dall'incantevole litoranea che parte dalla zona costiera di Gonnesa.

Il paese di Buggerru ha un passato esclusivamente minerario, difatti nacque verso la metà del 1800 per ospitare i minatori del giacimento di Malfidano, tuttavia l'area circostante era sicuramente frequentata dai Romani, che estraevano in loco discrete quantità di piombo. Una tesi accreditata è che in questi pressi nascesse la misteriosa Metalla. Nel 1961 Buggerru, che fino ad allora era stato una frazione di Fluminimaggiore, fu proclamato comune autonomo, rappresentando il primo avvenimento di questo tipo in Italia.

La costa e le spiagge


Dopo l'esaurimento dei filoni minerari, per il rilancio della sua economia, Buggerru puntò sul settore turistico, grazie anche al lungo ed incantevole litorale a sua disposizione, nonché al porticciolo turistico di recente realizzazione.

Arrivando dall'arteria della 126, dopo poco meno di 8 chilometri, ci si trova davanti ad una biforcazione, che a nord porta alla spiaggia di Portixeddu, circondata dalle imponenti dune di San Nicolò e nel cui arenile sfocia il rio Mannu, particolari che rendono questo arenile estremamente pittoresco. Proseguendo poco più avanti si raggiunge Capo Pecora, un tratto di costa in cui s'intervallano falesie e cale, alcune molto singolari formate da ciottoli di dimensioni spropositate.

Andando dallo svincolo succitato verso sud si arriva al paese di Buggerru e dirimpetto alla sua spiaggia, calata in un'atmosfera d'altri tempi per la presenza dei ruderi della vecchia miniera. La miniera di Malfidano e il primo sciopero generale d'Italia.

Intorno al 1860, nei pressi del canale Malfidato, venne scoperto il maggior giacimento italiano di Zinco. Dopo un avvio ostacolato dalla diatriba giudiziaria tra i proprietari del terreno e lo scopritore del giacimento, risoltosi in favore di quest'ultimo, iniziarono i lavori che diedero vita alla grande miniera di Malfidano e successivamente al paese di Buggerru.

Fu un sito molto attivo, che rimase redditizio anche nel periodo delle crisi economiche su vasta scala. La fiorente produzione era dovuta ad uno sfruttamento eccessivo delle maestranze, che nel 1904 insorsero, innescando reazioni a catena anche nelle altre miniere in cui i lavoratori versavano nelle stesse condizioni.

La repressione da parte delle forze dell'ordine fu durissima, tanto da causare diversi morti. La reazione dell'opinione pubblica fu immediata, con la proclamazione del 'primo sciopero generale d'Italia'. Alcuni fatti violenti portarono il governo italiano a far luce sulla condizione dei minatori in Sardegna. Seppure le conseguenze condussero alla fine della stagione dorata della miniera, la conquista sociale dei lavoratori sardi e dell'intera nazione fu inestimabile.

Bisogna informarsi sulle condizioni dell'arteria marittima, soprattutto nel tratto Buggerru - Masua. Durante le piogge invernali, a volte, si verificano degli smottamenti che possono ostruire qualche tratto.
MAPPA
Mappa non disponibile
COMMENTI
1. NADIA SANNA - mercoledì 25 agosto 2010 17.50
sono stata a Scivu ed è una spiaggia bellissima con la sabbia color oro e pagliuzze nere e bianche non è conosciuta da molti perchè non c'è praticamente nulla al di fuori di un area camper e un chioschetto, si scende da 41 scalini di legno e si accede alla spiaggia molto bella .
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