
Quest'antica città, fondata dai
Fenici tra l'XI e l'VIII secolo a.C., si trova sul promontorio che dal Sinis si protende a sud sino a Capo San Marco. Quella di
Tharros è, come Corinto, una città
bimare: i Fenici tendevano a edificare le loro città in penisolette affusolate, perché le navi fossero al riparo qualsiasi direzione avessero i venti. Nata come scalo commerciale,
Tharros vide il suo raggio d'azione ampliarsi sempre più, sino ad avere rapporti commerciali stabili con Cipro, Egitto, Ionia, Etruria, Spagna e mondo celtico. L'importanza della città non risentì neanche della
conquista cartaginese (510 a.C.); ma fu con l'arrivo dei romani che il suo predominio marittimo cominciò a diminuire: i traffici commerciali erano ormai diretti a
Roma, non riguardavano dunque più la parte occidentale della
Sardegna, e
Tharros fu vittima dell'assedio da parte dell'ex console M. Emilio Lepido. Elevata a colonia durante il periodo imperiale, la città riacquistò la sua importanza nel campo del
commercio internazionale. Dal IV secolo fu sede di comunità cristiane, si hanno, inoltre, testimonianze di un'attività vescovile risalente al VI secolo. Durante il dominio bizantino la città fu ridotta a
castrum, per via dell'insicurezza dei mari, e la popolazione si ritirò nei pressi della chiesa di
San Giovanni di Sinis per sfuggire alle
incursioni barbariche. Le continue invasioni saracene causarono un notevole decremento della popolazione, che si trasferì ad
Oristano, abbandonando definitivamente il centro.
Spiagge
[caption id="attachment_3352" align="alignleft" width="188" caption="Oristano is arutas"]

[/caption] Tutte le spiagge della zona sono ideali per fare
windsurf, per via delle onde lunghe che caratterizzano le acque della parte occidentale dell'isola. A nord, girando a destra dopo
San Salvatore, e poi a sinistra si arriva alle belle spiagge di
Is Arutas, la cui sabbia è formata da granelli di quarzo bianchi e rosa, e di
Mari Ermì. Da Tharros si può facilmente arrivare alla lunga spiaggia di
San Giovanni di Sinis, dominata da una grande
torre costiera spagnola del XVI secolo.
Itinerari culturali ed escursioni
Tharros è oggi un'
area archeologica di notevole interesse, ed è sede di scavi dal 1956. Si parte dal piccolo locale che si trova all'ingresso degli scavi, dove sono esposte la pianta generale del centro, le planimetrie degli edifici e le foto dei reperti. Entrando nella città, che si presenta per lo più come centro tardo romano, anche se le testimonianze cartaginesi e altomedievali non mancano, e percorrendo la strada lastricata in basalto che troviamo sulla destra, arriviamo ad una piazzetta, il
compitum, che ospita un'edicola consacrata ai Lares Compitales. Nella parte settentrionale si trova un edificio quadrangolare, che fungeva da
serbatoio dell'acquedotto, e che alimentava una fontana pubblica. Risalendo verso la strada principale, al cui centro sono le fognature, e ai cui lati c'erano negozi e locali di ristoro, si arriva ad un'arena delimitata da un terrapieno: è l'
anfiteatro, risalente ai sec II-III d.C., che occupa, in parte, l'area del
tophet, un antico santuario, a sua volta costruito sui resti di un villaggio nuragico. Poco oltre si distinguono le torri quadrate e i resti delle fortificazioni della città. Le mura, in arenaria, risalenti all'epoca cartaginese, sono state cancellate da quelle romane. Tornando indietro sino al compitum e poi svoltando verso sinistra, si trova il complesso delle
terme III, mentre sulla destra sono i resti del
tempio cartaginese delle semicolonne doriche (III secolo a.C.). La strada finisce proprio di fronte alle terme I (II secolo d.C.), che i cristiani del V secolo utilizzarono per costruire una
basilica con battistero a vasca esagonale. Sulla destra troviamo i resti di quello che probabilmente era un
tempio a quattro colonne risalente circa al 50 a.C. Proseguendo troviamo il
foro di
Tharros, un piazzale di forma trapezoidale nel quale si svolgeva la vita pubblica della città, delimitato dalle terme II, o terme del foro (200 d.C.). Fuori dalla parte recintata si possono osservare i resti delle mura d'epoca cartaginese (VI secolo a.C.), nella parte ovest del colle di
Torre San Giovanni.